• tollkirsche

      Belladonna

      La belladonna è una pianta velenosa per l’uomo, però in piccole dosi è un efficace medicinale omeopatico. Nel Rinascimento si credeva che quest’erba desse lucentezza agli occhi e all’incarnato; gli omeopati oggi la prescrivono, diluita, per curare quei disturbi che si presentano con violenza. L’uso di Belladonna provoca infatti una dilatazione delle pupille; per questo motivo le donne dell’epoca la utilizzavano sotto forma di collirio, per rendere il loro sguardo più sognante.

      Il rimedio giusto è “Belladonna” quando questi malanni peggiorano con l’aria fredda, i rumori, la luce, mentre migliorano col caldo e il riposo; questa pianta è spasmolitica e analgesica. I medici dell’antichità infatti prescrivevano quest’erba nei seguenti casi “calor, rumor, tumor, dolor”. Belladonna viene prescritta in caso di febbre improvvisa, cefalea, indigestione, crisi allergica, tosse secca e dolorosa, secchezza delle mucose oro-faringee, insonnia, ansia, inquietudine, afonia, dolori nevralgici improvvisi, dolore tagliente o pulsante, tonsilliti, mal di gola, allucinazioni, sindrome premestruale.


      La belladonna è utile anche nella perdita del gusto, ascessi dolorosi, cuoio capelluto ipersensibile, pupille dilatte, incubi, occhi vitrei, insofferenza al contatto fisico, epistassi, occhi asciutti e arrossati, bruciori sulla pelle, gola secca, foruncoli, mani e piedi freddi, strappi, contratture, giunture gonfie, dolori alle braccia, epilessia, nevralgie, depressione, eritemi, eczemi, acne giovanile, ulcera gastro-duodenale, stitichezza, emorroidi, coliti, otiti, gonfiore, malattie esantematiche dei bambini come morbillo, scarlattina, varicella, rosolia. La persona caratterizzata da Belladonna è spesso in ottima forma fisica e mentale; se si ammala diventa ipersensibile e irritabile, ma se curato in maniera appropriata guarisce in fretta. La pelle è luminosa e si arrossa soprattutto sul viso.