• portulaca

      Portulaca

      La portulaca è un’erba spontanea ricca di vitamina C, che può essere servita come insalata, per condire minestre e zuppe, oppure fritte in pastella, cotte al forno o per condire le patate arrosto, secondo una ricetta siciliana; le foglie potevano essere conservate sottaceto. Nell’antico Egitto la portulaca era conosciuta come pianta officinale per curare i problemi dell’apparato escretore. 


      La portulaca, detta anche “porcellana”, “erba grassa” in varie regioni d’Italia, “erba fratesca” in Corsica, “perchiazza” in Puglia o “purciddana” in Sicilia, era detta infatti la “lattuga dei minatori” ed è una delle componenti della “misticanza”. Ogni regione d’Italia ha il suo nome dialettale per designare questa pianta, venduta dagli ambulanti nei mercati fino agli anni Cinquanta e Sessanta!


      La portulaca, che spesso compare anche coltivata nei vasi, ha infatti proprietà dissetanti, depurative, diuretiche,vermifughe, febbrifughe, espettoranti, anti-scorbutiche, anti-batteriche, toniche e anti-diabetiche ed è anche ricca di omega 3; essa aiuta anche a curare la diarrea, l’enterite acuta, le emorroidi, le emorragie dopo il parto, foruncoli, vomito, eczemi, i bruciori di stomaco, punture d’api, bronchiti, vermi. La portulaca è ricchissima di vitamina A, vitamine del gruppo B, vitamina C, calcio, ferro, fosforo, sodio, acido ossalico; essa ha un gusto che assomiglia alla noce e sapore acidulo. Oltre a mangiarla fresca, si può trovare sotto forma di infuso o tisana.