• rabarbaro

      Rabarbaro

      Il rabarbaro è una pianta di origine cinese con proprietà anti-tumorali ricca di polifenoli; il nome di questa pianta è di origine greca e significa “proveniente da contrade barbare”. Va raccolta in autunno, utilizzato per marmellate, salse e bevande; è anche usato nella preparazione di liquori, come il famoso “Rabarbaro Zucca”, ideato nel 1854 da Ettore Zucca; su richiesta del re Vittorio Emanuele di Savoia questo liquore fu una presenza fissa anche alla corte dei Savoia.


      Questo amaro era appunto uno dei simboli della “Milano da bere” degli anni Ottanta! Del rabarbaro si utilizzano gli steli, non le foglie, che sono velenose! Oltre ad essere un efficace antitumorale, il rabarbaro ha anche le seguenti proprietà: aromatizzanti, rinfrescanti, lassative, digestive, astringenti, anti-infiammatorie, funghicide, depurative del fegato, colagoghe, stomachiche, analgesiche, ipoglicemizzanti, aperitive, antiputrefattive, anti-tumorali, grazie alla presenza di antocianine.


      Le proprietà del rabarbaro sarebbero potenziate se esso viene cotto al forno. Questa verdura andrebbe evitata in gravidanza o allattamento, per i bambini sotto i 2 anni di età, a chi soffre di calcolosi renale e ulcera. Il rabarbaro è ricchissimo di vitamine: A,B,C,D,K e anche di minerali, come ad esempio: potassio, magnesio, selenio e manganese.


      Il rabarbaro è benefico in caso di stipsi, affaticamento epatico, diarrea, flogosi della bocca e della faringe, diarrea, insufficienza digestiva, emorroidi ricorrenti, inappetenza, itterizia, per contrastare le “vampate” della menopausa. Il rabarbaro può anche essere utilizzato in estratto secco, infuso o decotto, oltre ad essere tagliato a pezzi, arrostito o sotto forma di salsa. Quest’ultima accompagna bene piatti a base di carne come anatra o faraona, ma anche dolci come i muffins, le torte e i gelati.