• massaggio-linfodrenante

      Massaggio linfodrenante

      Il linfodrenaggio, sia nella sua versione “classica” che indiana, è ottimo per aiutare l’eliminazione delle tossine in eccesso e in caso di gambe gonfie e stanche, oltre ad aiutare la linfa a scorrere meglio. Per questo motivo è particolarmente indicato per gli escursionisti, oltre che a rilassare i muscoli in modo profondo. Il massaggio linfodrenante è uno dei trattamenti “classici” contro la cellulite.


      Esso lavora sul sistema linfatico, che presiede al movimento della linfa all’interno dei vasi linfatici. La linfa infatti racchiude tutte le sostanze di scarto del corpo: acqua, grassi, resti di cellule, cellule morte, proteine. Il massaggio linfodrenante fu inventato negli anni Trenta in Danimarca, dal terapista Emil Vodder e sua moglie Estrid, dopo anni di studio e sperimentazione; infatti questo massaggio è anche chiamato “massaggio Vodder”. Questo massaggio fu presentato per la prima volta a Parigi nel 1936, nel corso di un congresso di medicina. Le manipolazioni del massaggio linfodrenante sono molto lente, armoniche e ritmiche, rilassando i muscoli; questo massaggio agisce anche sul sistema parasimpatico. Il terapeuta comincia a “svuotare” i linfonodi, in modo che le sostanze di scarto presenti vengano convogliate verso i reni più velocemente; una volta svuotati, essi riceveranno i liquidi drenati nel corso del massaggio.


      E’ stato ampiamente provato che un ricambio periodico della linfa mantiene il corpo giovane e sano anche per molti anni. Se si sente lo stimolo di urinare durante o dopo il massaggio, è segno che il terapeuta ha lavorato bene, in quanto il corpo si sta già liberando delle tossine; un altro segno che il corpo si è liberato dalle tossine è il fatto che il giro-fianchi e giro-cosce è diminuito di 1-1,5 cm. Nel corso della seduta non vengono utilizzati né creme né oli; l’aderenza della mano del terapeuta al corpo del paziente deve essere buona, per “spingere” i liquidi sotto di essa.


      Le tecniche di massaggio utilizzate nel linfodrenaggio sono: presa a uncino, spinta, rotolamento, palpazione. Una seduta di massaggio linfodrenante dura un’ora e mezza circa. Le manipolazioni hanno il compito di convogliare le sostanze di scarto dalle gambe verso la parte centrale del corpo. Il massaggio linfodrenante può essere combinato con la pressoterapia; in questo caso le gambe sono infilate in gambali che si gonfiano e si sgonfiano in maniera alternata, convogliando i liquidi di scarto verso il tronco.


      Il massaggio linfodrenante va praticato con regolarità, se si vogliono vedere risultati concreti, specie nella cura della cellulite e della ritenzione idrica; molti centri estetici vendono infatti pacchetti da 5 o da 10 sedute. Il massaggio linfodrenante non solo è indicato per la cura della cellulite o dopo un intervento chirurgico, ma anche per i seguenti disturbi: disturbi articolari, emicrania, diabete, cefalea, edemi, disturbi digestivi. Il linfodrenaggio è consigliabile anche in casi di acne, dermatiti, invecchiamento, smagliature, ma è controindicato nei seguenti casi: gravi disturbi renali o epatici, asma, flebiti, cancro, trombosi, pressione bassa, insufficienza cardiaca, stati infettivi acuti.