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      Riflessologia plantare

      La riflessologia plantare è una delle terapie mediche complementari che permette di individuare disturbi fisici ed emotivi grazie alla pressione, compressione e stimoli di alcuni punti sui piedi e sulle mani, che corrispondono agli organi interni del corpo. Anche la riflessologia plantare è una disciplina olistica, che crede che mente e corpo siano tutt’uno e che i disturbi fisici altro non siano che “emanazioni” di uno squilibrio a livello emotivo. Anche la riflessologia plantare è antichissima, in quanto le sue origini risalgono a 5000 anni fa in Cina e India, dove il potere terapeutico dei massaggi era già molto conosciuto. Un altro popolo che utilizzava questo tipo di medicina erano anche gli antichi Egizi. Ippocrate, nell’antica Grecia, si avvaleva della riflessologia … è storicamente provato che anche l’artista italiano Benvenuto Cellini si avvalesse di questa pratica di medicina alternativa.


      La riflessologia plantare si diffuse in Occidente negli anni Trenta, prima negli USA, per poi approdare in Europa negli anni Cinquanta. Secondo i riflessologi, la pianta del piede è lo “specchio del corpo”; infatti il primo manuale in merito si intitolò “Le storie che i piedi potrebbero raccontare”. I riflessologi sostengono che nel corpo esistono canali nei quali l’energia fluisce; se essi sono bloccati, si assiste all’insorgenza della malattia. Il massaggio dell’area congestionata permetterebbe all’energia di fluire di nuovo senza problemi; così facendo, il paziente si sente meglio. Secondo la teoria della riflessologia plantare, il lato sinistro del corpo corrisponde al piede sinistro, mentre il piede destro al lato destro. L’alluce è collegato alla testa e al cervello, il mignolo ai seni paranasali, mentre il terzo e quarto dito alle orecchie. Le varie zone della pianta del piede corrispondono al fegato, allo stomaco, all’intestino, ecc. Anche problemi come verruche, funghi, unghie incarnite, ecc, sono segnali dei seguenti disturbi: una dieta troppo ricca, sonni agitati, paure, malattie di fegato, della milza, dello stomaco, catarro.


      I disturbi più comunemente curati dalla riflessologia plantare sono: stress, disturbi digestivi e mestruali, emicrania, insonnia. La riflessologia plantare è adatta anche ai bambini non avendo controindicazioni; per avere risultati concreti sono necessarie almeno 6-8 sedute. La durata del massaggio varia dai 5 ai 20 secondi per punto. Esistono varie teorie per spiegare l’efficacia della riflessologia plantare: quella relativa al sistema circolatorio, secondo la quale questa disciplina aiuterebbe il sangue a circolare meglio e ad eliminare le scorie, ideale quindi per le persone che hanno già assunto molti farmaci o antibiotici; quella linfatica, che aiuterebbe la circolazione linfatica, quella endocrina, per aiutare il cervello a produrre l’endorfina, quella della stimolazione nervosa, che “inviando” varie comunicazioni al cervello, lo stimolerebbe a “risolvere” il problema.


      Una seduta di riflessologia plantare si svolge più o meno così: dopo le domande circa lo stato di salute del paziente, si esaminano i piedi del paziente: colore, conformazione, temperatura, eventuali duroni, calli, vene varicose, rughe, macchie, spaccature ecc. Una seduta di riflessologia plantare non deve aver luogo in caso di febbre, infiammazioni acute, micosi, flebiti, ulcere, vene varicose, gravidanza. Il dito principale con cui si effettua una seduta di riflessologia plantare è il pollice, mediante frizioni e pressioni, ma senza che il paziente senta male o solletico.


      Durante una seduta vengono massaggiati entrambi i piedi; dopo la seduta si sente già un senso di sollievo. la riflessologia plantare è utile per rilassare profondamente il corpo ed è particolarmente indicata in caso di problemi all’apparato locomotore come dolori articolari, lombalgia e sciatalgia … che possono incorrere se abbiamo scelto un itinerario non proporzionato alla nostra preparazione fisica. Essa aiuta anche a prepararsi meglio all’attività sportiva e stimola il processo di auto-guarigione, aiutando a conservare una buona flessibilità muscolare e articolare.